giovedì 27 maggio 2010

«Di che è mancanza questa mancanza...

«Di che è mancanza questa mancanza,
cuore,
che a un tratto ne
sei pieno?
di che?
Rotta la diga
t’inonda e ti sommerge
la piena della tua indigenza...
Viene,
forse viene,
da oltre te
un richiamo
che ora perché agonizzi non ascolti.
Ma c’è, ne custodisce
forza e canto
la musica perpetua ritornerà.
Sii calmo»
Mario Luzi

venerdì 21 maggio 2010

CS: Popieluszko – Non si può uccidere la speranza


L’Associazione Culturale “L’Angolo bello - Krasnyj Ugol” e il Centro Culturale “Aequitas et Veritas” organizzano, in collaborazione l’Assessorato al Welfare, Benessere e Creatività Giovanile del Comune di Parma,la proiezione del film “Popieluszko – Non si può uccidere la speranza”. Diretto dal giovane regista polacco Rafal Wieczynski, il film rievoca, a 25 anni esatti dalla violenta morte, l’uccisione di padre Jerzy Popieluszko, sacerdote nemmeno quarantenne che divenne all’ inizio degli anni ‘80 una spina nel fianco del regime comunista in Polonia. Popieluszko (la cui beatificazione avrà luogo a Varsavia il 6 giugno prossimo in presenza dell'arcivescovo Angelo Amato, prefetto della Congregazione per i santi del Vaticano) fu in quegli anni la guida spirituale del sindacato libero Solidarność. Il film, fedelissimo ai fatti, rappresenta con un realismo semidocumentaristico una vicenda umana molto importante nella storia polacca e non solo; il taglio documentaristico e a tratti didascalico, senza essere mai noioso, diventa molto utile per chi non hanno mai sentito parlare di quei fatti.

La proiezione, con ingresso gratuito, si terrà martedì 25 maggio 2010 alle ore 20.30, presso il Cinema Astra, Piazzale Volta 15 a Parma.

Per maggiori informazioni: www.langolobello.com

Guarda il trailer del film

lunedì 17 maggio 2010

Un autore russo del Novecento scriveva...

«Figlioli miei carissimi... abituatevi, imparate a fare tutto quel che fate con passione, ad avere il gusto del bello, dell’ordine; non disperdetevi, non fate niente senza gusto, a qualche maniera. Ricordatevi che nel “pressapochismo” si può perdere tutta la vita, e al contrario, nel compiere in maniera ordinata, armoniosa, anche cose e opere di secondaria importanza si possono fare tante scoperte, che poi vi serviranno come sorgenti profondissime di nuova creatività... E non solo. Chi fa “a qualche maniera”, impara a parlare nello stesso modo, e la parola trascurata implica poi di conseguenza anche un pensiero confuso. Figlioli miei carissimi, non permettete a voi stessi di pensare in maniera trascurata. Il pensiero è un dono di Dio, richiede che ce ne prendiamo cura. Essere chiari e responsabili nel proprio pensiero è il pegno della libertà spirituale e della gioia del pensiero. Era tanto che volevo scrivervelo: guardate più spesso le stelle. Quando provate dolore nell’anima, guardate le stelle oppure l’azzurro del cielo. Quando vi sentite tristi, quando qualcuno vi offende, quando non vi riesce qualcosa oppure vi sopraffà la tempesta interiore, uscite fuori e rimanete a tu per tu con il cielo. E allora la vostra anima si placherà. Non rattristatevi e non datevi pena per me. Se sarete lieti e coraggiosi, ne sarò confortato anch’io. Sarò sempre con voi nell’anima, e se il Signore lo permetterà verrò a voi di frequente per vegliare su di voi. La cosa più importante che vi chiedo è che facciate sempre memoria del Signore e camminiate al Suo cospetto. Con questo, vi ho detto tutto quello che ero in grado di dirvi. Il resto non sono che particolari secondari. Ma questo non dimenticatevelo mai.»
(da La Nuova Europa, n. 6/2007)